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Valutazione dei rischi ISO 27001: cosa deve contenere la matrice

Una matrice dei rischi ISO 27001 è lo strumento in cui un'organizzazione identifica i rischi per la riservatezza, l'integrità e la disponibilità delle proprie informazioni, assegna a ciascuno un responsabile (risk owner), stima impatto e probabilità, calcola un livello di rischio e lo confronta con criteri di accettazione definiti in anticipo. La norma (punto 6.1.2) non impone un formato: richiede un processo ripetibile e documentato; per la maggior parte delle PMI basta un file Excel ben progettato.

Cosa chiede la ISO/IEC 27001:2022 sulla valutazione del rischio

Il punto 6.1.2 chiede di definire e applicare un processo di valutazione del rischio relativo alla sicurezza delle informazioni. In sintesi, tale processo deve:

Il punto 8.2 chiede inoltre di ripetere la valutazione a intervalli pianificati o in caso di cambiamenti significativi, e di conservarne i risultati come informazioni documentate. Il trattamento (punto 6.1.3) usa questi risultati per scegliere i controlli e compilare la Dichiarazione di Applicabilità.

Colonne minime di una matrice dei rischi del SGSI

ColonnaA cosa serve
ID del rischioTracciabilità con il piano di trattamento e la Dichiarazione di Applicabilità
Processo o assetColloca il rischio nel campo di applicazione
Scenario di rischioDescrive cosa può succedere (una minaccia sfrutta una vulnerabilità)
Minaccia e vulnerabilitàPermettono di giustificare l'analisi davanti all'auditor
Proprietà colpita (R, I, D)Riservatezza, integrità o disponibilità
Controlli esistentiL'analisi tiene conto di ciò che è già attuato
Impatto e probabilitàScale definite nei criteri (ad esempio da 1 a 4)
Livello e categoriaRisultato del calcolo e confronto con i criteri di accettazione
Responsabile e trattamentoChi decide e quale opzione si sceglie: mitigare, trasferire, evitare o accettare

Come si calcola il livello di rischio?

Il metodo più usato nelle PMI è moltiplicare impatto per probabilità su scale da 1 a 4, ottenendo livelli da 1 a 16. I criteri dell'organizzazione stabiliscono da quale livello un rischio è medio, alto o critico; ad esempio medio da 6, alto da 9 e critico a 16. Non conta la formula esatta, ma che sia documentata, approvata e applicata allo stesso modo in ogni valutazione.

La mappa di calore riassume quanti rischi ci sono in ogni combinazione di impatto e probabilità, e aiuta la direzione a vedere a colpo d'occhio dove concentrare lo sforzo.

Approccio per scenari o per asset?

La ISO/IEC 27001:2022 non obbliga a partire da un inventario degli asset. Molte organizzazioni valutano scenari di rischio per processo, più rapidi e comprensibili; altre preferiscono l'approccio per asset, collegato direttamente all'inventario. Per i soggetti NIS2 il registro dei rischi è anche una base utile per le misure richieste dal D.Lgs. 138/2024. La cosa importante è sceglierne uno, descriverlo nella metodologia e mantenerlo.

Errori frequenti rilevati dagli auditor

Modello: la matrice dei rischi del kit NexoDocs

La matrice del kit NexoDocs in italiano è un file Excel senza macro con approccio per scenari e per asset, criteri configurabili, calcolo automatico di livello e categoria, mappa di calore, registro dei rischi del SGSI e delle eccezioni. Potete scaricare gratuitamente una versione ridotta (10 scenari, mappa di calore e criteri, in inglese) per provarla prima di acquistare il kit completo.

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Domande frequenti

La ISO 27001 richiede una matrice dei rischi in Excel?

No. Richiede un processo di valutazione del rischio definito, applicato e documentato. Excel è un modo pratico per documentarlo, ma vanno bene anche altri strumenti.

Quale scala di impatto e probabilità conviene usare?

Nelle PMI la scala da 1 a 4 o da 1 a 5 è la più comune. L'essenziale è che ogni valore abbia una definizione scritta e approvata.

Ogni quanto va aggiornata la matrice?

A intervalli pianificati (ad esempio una volta l'anno) e ogni volta che ci sono cambiamenti significativi nell'organizzazione, nella tecnologia o nelle minacce.

Un modello basta per superare l'audit?

No. La certificazione dipende da come è attuato il SGSI e dall'audit di un organismo di certificazione; un buon modello ordina il lavoro e lascia evidenze chiare.

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Aggiornato: 2026-10-20